Cammini

Rosso Graspa non esaurisce la sua proposta dentro le mura del museo, ma invita a proseguire la visita nel “museo fuori dal museo” (o nell’eco-museo), invita a scrutare il paesaggio attorno al Castello di Levizzano, a mettersi in cammino tra i campi e a pensare che questo camminare possa diventare una pratica di conoscenza sincera e coinvolgente.

L’incrocio tra passato e presente si rivela infatti con chiarezza lungo i sentieri dell’eco-museo: all’improvviso appare chiaro come quella storia testimoniata all’interno delle mura museali sia stata feconda e abbia generato un paesaggio rurale diverso, ma non privo di fascino, forme di lavoro innovative, ma legate a doppio fi lo alla tradizione, progetti visionari, ma con radici profonde; ed è tutto lì… davanti ai nostri occhi.

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PUNTI D’INTERESSE: "ANELLO DEI COLLI"

L’Anello dei Colli è un percorso che si sviluppa tra il castello di Levizzano e il borgo storico di Castelvetro.Esso attraversa le colline dove vengono coltivate le viti che producono l’uva utilizzata per il celebre Lambrusco Grasparossa di Castelvetro ( http://www.lambrusco.net ).Questo itinerario offre la possibilità di ammirare, oltre ai due splendidi nuclei storici di Castelvetro e Levizzano, alcuni dei più bei panorami della collina modenese.

1) CITTÀ STORICA – CASTELLO DI LEVIZZANO E MUSEO ETNOGRAFICO (Levizzano)

2) STAZIONE STORICA – CAMPO SAN ROCCO E VIALE DEI CIPRESSI (Via Celestino Cavedoni)
All’interno dell’abitato di Levizzano, incontriamo un esempio di cimitero risalente al periodo Napoleonico, realizzato in seguito all’Editto di Saint Claud per portare fuori dalle mura il luogo di sepoltura dei defunti. A fianco del cimitero vediamo anche il viale di cipressi che collega il castello alla Chiesa Parrocchiale. La piantumazione di filari di quest’albero vicino ai cimiteri era tradizionalmente legata al concetto di immortalità.

3) STAZIONE STORICA – ORATORIO DI SAN MICHELE (Via Tiberia)
Poco dopo aver imboccato Via Tiberia, ci imbattiamo nell’Oratorio di San Michele. La struttura si presenta come una cappella ad aula singola orientata secondo l’asse Est-Ovest, databile al periodo preromanico o romanico. L’Oratorio conserva tuttora la suggestiva atmosfera, tipicamente romanica, che possiamo percepire sia all’esterno che all’interno. (Rimane visitabile su richiesta al Parroco di Levizzano).

4) STAZIONE PANORAMICA – VISTA DA VIA TIBERIA (via Tiberia)
Mentre percorriamo via Tiberia, toponimo che rimanda alla probabile origine romana della strada, troviamo un punto panoramico che ci mostra Castelvetro da Ovest: il borgo ci appare ben riconoscibile per le torri e il campanile che svettano sul paesaggio circostante. Sullo sfondo, se la giornata lo consente, si intravedono all’orizzonte le colline bolognesi.

5) CITTÀ STORICA – BORGO MURATO (Castelvetro)

6) STAZIONE VEGETALE – VIALE DI QUERCE (via del Cimitero)
Se percorriamo la via del Cimitero, che si inerpica sulle colline tra Castelvetro e Levizzano, ci troviamo su un tratto di strada contornata da piantagioni di querce. Questi alberi monumentali venivano messi a dimora con importanti funzioni: delimitare la strada, fornire ombra agli uomini e alle bestie, consolidare la carreggiata e assicurare materiali vegetali per il riscaldamento e le attività agricole.

7) STAZIONE VEGETALE – EQUISETO (via del Cimitero)
Sotto al Monte Baranzone troviamo una piccola area di crescita di esemplari di equiseto. Questa pianta, conosciuta anche come “Coda Cavallina”, appartiene ad una delle specie vegetali più antiche della terra che, nella tradizione erboristica contadina, veniva utilizzata con funzione medicinale sfruttandone le proprietà diuretiche e antinfiammatorie.

8) STAZIONE STORICA – CASA TORRE (via Medusia)
Sulla via Medusia troviamo un pregevole esempio di nucleo di insediamento storico-rurale organizzato intorno a una casa torre. Questo tipo di costruzione era tipico del territorio della collina emiliana del XVI e XVII secolo. Possiamo osservare particolari interessanti: la presenza sulla sommità della torre di un cornicione con decorazione a “dente di sega” e, sopra questa decorazione, nicchie artificiali per l’allevamento dei colombi (colombaia).

9) STAZIONE PANORAMICA – VISTA DA VIA MEDUSIA (via Medusia-via Carentano)
All’intersezione tra via Medusia e via Carentano notiamo un punto panoramico con vista sulle colline di levante. Qui è possibile osservare il paesaggio agreste circostante, caratterizzato dalla presenza di campi coltivati e filari di vite; nei mesi autunnali si assiste al cambiamento di colore delle foglie e dei filari di Lambrusco, che assumono tonalità e sfumature del tipico color “Rosso Grasparossa”.

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PERCORSO: “CRINALE DI VIA LUNGA”

Il percorso sul “Crinale di Via Lunga”, partendo dal borgo storico di Castelvetro,
offre interessanti panorami sul borgo e sulla valle del torrente Guerro.
In questa
zona di alto interesse paesistico è ancora presente un paesaggio fortemente caratterizzato dalle forme tradizionali di coltivazione e da una ricca stratificazione di insediamenti colonici storici.
Per la sua importanza la Valle del Guerro è stata riconosciuta come area di notevole interesse paesaggistico dalla Regione Emilia
Romagna.

10) STAZIONE PANORAMICA – TORRENTE GUERRO (Via Bortolini)
Se percorriamo la via Destra Guerro, che risale l’omonima valle verso Castelvetro, troviamo sulla destra il torrente che in epoca medioevale era conosciuto come “Gherlo”. Si tratta di un corso d’acqua affluente del Fiume Panaro, che rappresenta un importantissimo valore ecologico in quanto contiene un gran numero di ecosistemi connessi tra loro. Sono riconoscibili, nella zona vicina all’alveo, i terrazzi fluviali, prodotti dall’erosione del corso d’acqua.

11) STAZIONE VEGETALE – PIANTA DI NOCE (via Bortolini)
Inerpicandoci verso via Lunga, mentre percorriamo la carreggiata di via Bortolini, possiamo trovare alcuni esemplari di noce. Questa pianta è particolarmente importante per la cultura agricola perché utilizzata per produrre il celebre liquore locale chiamato “Nocino”. Secondo la tradizione, per fare un ottimo nocino, occorreva raccogliere le noci la notte di San Giovanni Battista (23 Giugno), lasciarle macerare nell’alcool fino alla festa di Ognissanti (1 Novembre) e infine imbottigliare.

12) STAZIONE VEGETALE – ULIVETO (via Lunga)
Se percorriamo la via Lunga, che si sviluppa sulla cresta della collina parallela al torrente Guerro, incontriamo un insolito tipo di coltivazione: l’uliveto. Sembra che siano stati i Romani i primi a portare l’ulivo su queste colline. Nel corso dei secoli, a causa del verificarsi di eventi climatici, questa coltivazione era quasi scomparsa; oggi è stata nuovamente ripresa e ricominciamo a vederne i paesaggi su queste colline.

13) STAZIONE VEGETALE – SIEPI CAMPESTRI (via Lunga)
Procedendo verso Nord ci troviamo su una strada di crinale circondata da siepi: sono i resti di alcune delle siepi campestri che nel passato coronavano le strade. Questi schermi verdi, che svolgono oggi come allora una funzione di confine, sono importantissimi corridoi ecologici per la fauna selvatica. Tra i vegetali che compongono queste siepi possiamo riconoscere biancospino, prugnolo selvatico, rosa canina e tante altre specie, ciascuna delle quali era conosciuta per proprietà ed usi medicinali.

14) STAZIONE PANORAMICA – VISTA DA VIA LUNGA (via Lunga)
Una volta superate le siepi di via Lunga, raggiungiamo un punto panoramico da cui possiamo ammirare una notevole vista del borgo murato di Castelvetro. Se osserviamo verso Sud è ben visibile il borgo che si erge sulle colline limitrofe, in posizione dominante. Se riusciamo a spingere il nostro sguardo ancora più lontano, forse riusciamo a intravedere in lontananza, ancora più a Sud, il crinale dell’Appennino.

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PUNTI D’INTERESSE: "VIA ROMEA ALLE TRE CROCI"

15) STAZIONE PANORAMICA – VISTA DA VIA BEDINE (Via Bedine-Via Passanello)
Lasciando alle spalle Levizzano, all’imbocco di via Passanello possiamo vedere, verso Sud, un bel panorama delle colline castelvetresi e scorgere, proprio davanti a noi, il punto d’arrivo di questo itinerario: il Monte Tre Croci. Le origini di questo toponimo sono incerte, sembra che la via Romea Nonantolana, celebre cammino di pellegrinaggio medioevale, passasse proprio da qui e che la collina rappresentasse un prezioso riferimento per i pellegrini diretti verso Roma.

16) STAZIONE VEGETALE – COLTIVAZIONI AGRESTI (via Guerro di qua)
In prossimità dell’argine del torrente Guerro, che in questo punto rimane parzialmente nascosto da una rigogliosa cortina arborea, troviamo alcuni campi coltivati.
Le colture che si possono trovare in queste zone sono principalmente di due tipologie: foraggere e cerealicole.
Nel primo caso l’erba coltivata viene impiegata per alimentare il bestiame (ad esempio i bovini, per la produzione del Parmigiano Reggiano); nel secondo, invece, la coltivazione di frumento o altri cereali è destinata anche all’alimentazione umana.

17) STAZIONE VEGETALE – SALICE RIPEALE (guado sul Guerro)
Nel punto di attraversamento del torrente Guerro, incontriamo, sull’area dell’alveo, alcune delle tipiche specie vegetali che caratterizzano gli ecosistemi fluviali di collina; in particolare, possiamo osservare alberi appartenenti alle famiglie dei pioppi e dei salici. Quest’ultima famiglia risultava particolarmente importante nell’economia contadina per la realizzazione di oggetti: dal salice, infatti, veniva ricavata una fibra vegetale conosciuta come “vimine”, utilizzata per costruire ceste, recipienti, sedili e molto altro.

18) STAZIONE GEOLOGICA – CALANCHI (Corniale)
Mentre ci avviciniamo alla sommità della collina, raggiungiamo un punto di interesse geologico: il paesaggio intorno a noi è caratterizzato dalla presenza di alcuni calanchi. I calanchi sono fenomeni geomorfologici causati dall’erosione del terreno, tipici di alcune zone della collina modenese. Sul territorio del comune di Castelvetro possiamo individuarne due tipologie principali: i calanchi composti da argille marnose (del tipico colore grigio omogeneo) e i calanchi di argille scagliose (distinguibili per il colore variabile e la presenza di massi all’interno delle argille).

19) STAZIONE PANORAMICA – VISTA BORGO DI DENZANO (Monte 3 Croci)
A poche centinaia di metri dalla cima della collina, possiamo vedere, verso Ovest, il borgo di Denzano, dal tipico impianto medioevale. Appaiono ben riconoscibili il torrione medioevale in pietra e la Chiesa dedicata all’Assunzione con la sua abside risalente al periodo romanico. In presenza di giornate terse si vedono, in lontananza, in direzione Est, le colline già appartenenti alla vicina provincia di Bologna.

20) STAZIONE PANORAMICA – MONTE TRE CROCI (Monte Tre Croci)
Ultimata la salita al colle che prende il nome di Monte delle 3 croci, evocando il monte Golgota dei Vangeli, ci accorgiamo di essere su una collina tra le più alte dei dintorni. Questa altura permette una visuale veramente ampia sull’area delle colline modenesi. A Sud possiamo distinguere i primi rilievi del Frignano, a Est le colline bolognesi oltre la Val Panaro, a Ovest la collina di Puianello con l’antico Santuario dedicato alla Vergine, infine a Nord la pianura, con le Prealpi in lontananza.

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LUNGHEZZE PERCORSI

A) ANELLO DEI COLLI: Andata
Distanza: 6.1 Km
Guadagno/perdita in elevazione: +189/-135 mt
Tempo stimato di percorrenza: 1h e 25 min

B) ANELLO DEI COLLI: Ritorno
Distanza: 5.3 Km
Guadagno/perdita in elevazione: +154/-94 mt
Tempo stimato di percorrenza: 1h e 15 min.

C) CRINALE DI VIA LUNGA: Andata
Distanza: 3.4 Km
Guadagno/perdita in elevazione: +102/-104mt
Tempo stimato di percorrenza: 50 min.

D) CRINALE DI VIA LUNGA: Ritorno
Distanza: 3.4 Km
Guadagno/perdita in elevazione: +104/-102 mt
Tempo stimato di percorrenza: 35 min.

E) VIA ROMEA ALLE TRE CROCI: Andata
Distanza: 5.2 Km
Guadagno/perdita in elevazione: +303/-93 mt
Tempo stimato di percorrenza: 1h e 30 min.
F) VIA ROMEA ALLE TRE CROCI: Ritorno
Distanza: 5.2 Km
Guadagno/perdita in elevazione: +93/-303 mt
Tempo stimato di percorrenza: 1h e 10 min.